Innanzitutto mi presento: mi chiamo Alizya e ho iniziato il mio percorso professionale nel mondo del design circa un anno e mezzo fa.
La mia formazione accademica in Interior Yacht Design mi ha dato la possibilità di sviluppare una visione personale dell’arte della progettazione, unendo l’amore per l’armonia e per i colori alla funzionalità e al benessere. Da sempre, avverto una forte attrazione per il bello, per quei luoghi, oggetti e materiali che riescono a farci sentire bene, che stimolano la nostra mente e il nostro corpo in modo positivo. È una sensazione che sento fortemente in ogni progetto in cui ci immergiamo, un qualcosa che mi guida nei pensieri e nelle scelte progettuali.
Mi considero una persona empatica, una caratteristica che cerco di mettere in pratica anche e soprattutto in ogni fase del lavoro. Ascoltare le esigenze, le emozioni e le necessità delle persone per cui progettiamo è essenziale. Credo che ogni spazio, ogni singolo oggetto, debba essere un riflesso delle persone che lo vivranno e della loro storia. Non si tratta solo di forme, colori o idee innovative, ma di dare vita a una narrazione in grado di emozionare, di raccontare qualcosa di profondo e significativo.
Da quando ho intrapreso questo cammino, mi sono resa conto che la vera essenza di un progetto non risiede tanto nell’idea o nell’estetica, ma nella storia che riesce a trasmettere. Ogni materiale che scegliamo, ogni texture che decidiamo di usare, ha un’anima, una sua origine, un legame con la natura e con le persone che lo lavorano. I materiali non sono solo elementi estetici, ma veri e propri protagonisti di un racconto che, se ben interpretato, può trasformare un semplice spazio in qualcosa di straordinario.
Il mio percorso è iniziato con una realtà imprenditoriale che si occupa della gestione e rielaborazione di inerti considerati da altri come scarti. È stata per me una sfida entrare in questa visione, ma col tempo sono riuscita a immergermi completamente nella filosofia aziendale, che ha arricchito non solo il mio approccio progettuale, ma anche la mia visione sul valore intrinseco di ciò che spesso viene buttato via. Lavorare con materiali riciclati mi ha insegnato ad apprezzare ogni singolo elemento, ogni componente “inutile” che, invece, può tornare a vivere in un contesto nuovo e sorprendente.
Con il passare dei mesi, Alessandro mi ha accompagnata a scoprire il mondo della pietra. È stato un incontro che mi ha lasciata senza parole: la storia, i colori, la bellezza e la tradizione che ogni pezzo di pietra porta con sé sono affascinanti. Il lavoro dietro ogni blocco di marmo, la fatica, la passione e la competenza delle persone che lo maneggiano sono aspetti che prima non avevo la minima idea esistessero, ma che ora sono diventati parte integrante della mia ricerca progettuale.
Mi cimento in questa nuova avventura cercando di portare con me tutta la ricchezza di storie e tradizioni che il marmo racchiude. È incredibile quanto ciascun elemento naturale possa offrire in termini di bellezza, storia e profondità. Ecco perché il mio approccio alla progettazione non è solo tecnico, ma è un viaggio attraverso il tempo, le storie e le persone che rendono possibile ogni creazione.
Sono entusiasta di questa nuova passione che sto coltivando e spero di poterla vedere evolversi al meglio. Ogni progetto è una nuova opportunità per esplorare, raccontare e, soprattutto, creare qualcosa che possa far sentire bene chi lo vive.
La progettazione, per me, non è solo una questione di estetica, ma di emozione, di connessione e di significato.